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"Ad aspettarli fuori rimaneva la stessa rabbia, la stessa primavera"






Ciao bocca di rosa,


tutti ti citano in questi giorni, tutti ti rimpiangono, caro Fabrizio.
Ricordano il tuo modo di vivere lontano dai riflettori, i tuoi testi impegnati, la tua genialità nello scrivere poesie e musicarle.
Io ricordo che da bambina tu, Gaber e Guccini eravate la colonna sonora dei tragitti in automobile con mio padre. La guerra di Piero e Bocca di rosa erano le più gettonate. Anni dopo, crescendo, ti ho riscoperto, e dalla forza delle tue parole ho trovato nuove verità: da Fiume Sand Creek, a Coda di lupo; da La domenica delle Salme a Smisurata preghiera, ho imparato a guardare alcuni aspetti del mondo che mi circonda con occhi nuovi.

Oggi, parlando di Storia di un impegato, mio padre mi ha detto: "Per noi giovani degli anni settanta questo album era un vero incitamento alla rivoluzione, credevamo davvero che la rivoluzione fosse alle porte e aspettavamo solo il via per iniziare a combattere. Adesso, purtroppo questo capolavoro è guardato con distacco". Vero, oggi la rivoluzione è lontana anni luce e l'impiegato è tornato a contare i denti ai francobolli, ma grazie alla tua opera ci rimane la forza di sperare che ancora qualcosa sia possibile, che si possa un giorno alzare la testa e gridare insieme: "Per quanto voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti".

Ci manchi Faber, mi chiedo che cosa avresti detto e cosa avresti scritto di questi ultimi dieci anni: i governi Berlusconi, le intercettazioni, i tornelli di Brunetta, le riforme della Magistratura e dell'Istruzione, il decesso della sinistra, le social cards... Chissà a quali personaggi avresti dato vita attraverso le tue canzoni: se ci sarebbero stati altri fannulloni, altri bombaroli, altri Andrea, o Sally, o Marinella.
Nel dubbio e nell'enorme dolore che proviamo oggi commemorando i dieci anni dalla tua dipartita, non ci resta che consolarci gioendo per aver avuto la fortuna di averTi avuto in questo indegno paese.
Grazie Fabrizio, il mio pensiero vola a te, ovunque tu sia.




Aderisco anche io all'iniziativa che vedrà uniti coloro che oggi vorranno ricordare il grande Fabrizio pubblicando la canzone scelta dalla moglie Dori Ghezzi, Amore che vieni, amore che vai.







Aggiungo inoltre uno tra i pezzi che preferisco: Nella mia ora di libertà.




Pubblicato il 11/1/2009 alle 2.35 nella rubrica Arte, Letteratura, Musica, Poesia.

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