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Anacronisticamente attuale

Mamma,
li vedi questi vestiti sporchi
di sangue, di fango, di sterco,
queste membra squartate,
questi denti anneriti e bruciati?
Dillo a mio fratello, mamma.

Mamma,
li vedi quei tipi
in lucide divise,
quei visi rasi,
quelle bandiere,
quei lunghi discorsi,
quelle signore bene?
Quella è la patria,
raccontalo a mio fratello, mamma.

Mamma,
lo vedi il terrore,
l'odio, la bestia,
l'arsura, la follia
che sono nei miei occhi?
Cercali, i miei occhi,
debbono essere lì, a destra,
vicino al mio ginocchio.
Dì anche questo
a mio fratello, mamma.

Mamma,
vedi che siamo presenti
dove c'è da crepare
e non ci cercano
quando c'è da decidere?
Questa è la democrazia,
rammentalo a mio fratello, mamma.

E mamma,
non piangere
il tuo, il mio
il tormento di tutti:
rialzati!
Non pregare: sputa!
Tu impiegasti vent'anni
per mettermi in piedi,
quelli ci misero un secondo
a mettermi a terra.
E ci vollero dodici ore
per farmi morire.

Black Marine - Riccardo Mannerini




Poesia, fotografia e musica si riferiscono ad altri tempi, altre condizioni. La poesia risale alla fine degli anni '50, foto e video a cavallo tra gli '80 e i '90, ma questo non altera l'incondizionata stupidità che si cela, anzi no, non si cela, che si manifesta deliberatamente di fronte ad ogni arma (e sarebbe anche meglio mettere una a maiuscola).

Pubblicato il 18/9/2010 alle 22.1 nella rubrica Arte, Letteratura, Musica, Poesia.

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