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Auguri e riflessioni

<<Venne anche mio padre, quel giorno, accanto alla nuova culla, e parlammo della nostra vita, e di quella nuova vita che era nata ora. Dovemmo concludere che avevamo fallito, lui ed io, e forse anche suo padre, se c'erano state due guerre mondiali con tanti morti, e la miseria e la fame, e così scarsa sicurezza di vita e di lavoro e di libertà per gli uomini del mondo. Io conclusi che non doveva più accadere tutto questo, che non volevo che mio figlio, come me e come mio padre, rischiasse un giorno di morire o di uccidere, di soffrire la fame o di finire in carcere per avere idee sue, libere. Non potevo neppure più rinunciare ad avere fiducia nel mio mondo e nei miei simili, chiudermi in un bel giardinetto umanistico e di ozio incredulo, soddisfatto dell'aforisma che al mondo non c'è nulla di vero. Dovevo scegliere, la presenza di mio figlio me lo imponeva, non potevo neppure pensare di risolvere il problema individualmente, o di rimandarlo a più tardi, cercare, al momento buono di truffare l'Ufficio leva, o creare per mio figlio una situazione di privilegio, far di lui "il primo della classe", come aveva voluto mia madre. Non ci sarà soluzione sicura per mio figlio se non sarà sicura anche per tutti i bambini del mondo, anche questo mi pareva abbastanza chiaro... non basta essere soli col proprio lavoro e con la propria miseria, ci vuole anche un figlio per desiderare l'avvenire e lavorare a costruirlo.>>

Luciano Bianciardi


Che queste parole servano a farci riflettere in questi giorni di buonismo forzato e ipocrita.
Mi prendo qualche giorno di pausa e vi auguro dei giorni felici insieme alle persone che amate.
Buon Natale e che il 2011 vi riservi tanta serenità.
Un sincero abbraccio,
Liberolanima



Pubblicato il 23/12/2010 alle 11.30 nella rubrica Arte, Letteratura, Musica, Poesia.

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