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Sguardi, sorrisi e il tempo che passa.

Altero e distaccato, triste e malinconico, teso verso un orizzonte lontano e nascosto dalla nebbia. 
Così vedevo il tuo sguardo nelle foto che mi inviavi quando ancora non ci conoscevamo. Mi sono innamorata di quegli occhi e di quelle labbra che accennavano appena sorrisi forzati e anch'essi malinconici.
Ripenso a quelle foto e le paragono con quelle dell'ultimo anno. Luce e serenità risplendono nel tuo sguardo e un sorriso sincero e spontaneo è sbocciato sulle tue labbra. 
Da quando ti conosco ho sempre voluto che fossi felice, ho sempre desiderato sapere che quelle espressioni dominassero il tuo volto. Non mi importava per mezzo di chi o cosa, ma bastava che tu stessi davvero bene perché era insopportabile saperti disperato. 
Adesso quell'uomo così fragile di cui mi sono innamorata è scomparso e ha lasciato spazio a uno ancora più straordinario, capace di sorprendermi per ogni cosa che fa. Come stasera, quando hai cercato di placare le mie ansie per l'esame di storia raccontandomi tutto ciò che sai sull'America Latina. E parlavi, parlavi, parlavi e io pendevo dalle tue labbra, imparando ancora una volta da te e meravigliandomi della tua infinita cultura. Forse non immagini nemmeno quanto tu sia speciale. 
Guardo la foto qui sotto e non mi sembra vero quando mi dici che è mio il merito della tua felicità, non è possibile che sia io a scatenare tanta bellezza. Guardati, guarda quanto sei bello.



Chiedo scusa a voi che leggete se i miei post sono monotoni, quando siamo vicini gli dico queste cose vis à vis, ma quando siamo lontani come adesso, scriverle qui mi aiuta a sentirne meno la mancanza. 

Pubblicato il 10/11/2011 alle 20.43 nella rubrica Per quel che mi riguarda.

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